Secondo la Lega Esports i videogiochi devono essere riconosciuti come sport

Durante il suo intervento al convegno organizzato nell’ambito di Enada Roma sul tema: ”Intrattenimento 2.0: tra VR, eSports, arcade, nuove tecnologie e normative”, Maurizio Ragno, della Lega Esports, ha parlato di eSports e dell’importanza di un riconoscimento sportivo per i videogiochi.

Gli eSports sono ormai un grande business che in Italia sta fatturando 12 milioni di euro e l’anno prossimo cresceranno a 14 milioni di euro rispetto ai 365 dell’Europa e ai 700 nel mondo“, ha spiegato Ragno.

Ora le sale giochi sono le sale Lan che sono come le vecchie ma con i nuovi eSports e non cambia poi così tanto. Le principali competizioni si svolgono nelle fiere di settore come la Milan Games Week appena andata in archivio con 140mila presenza. Che differenza c’è con gli sport tradizionali? Non c’è la fatica fisica ma quella mentale, ovvio, e non hanno nulla da invidiare agli altri sport. I grandi club sportivi come l’Empoli, la Roma o il Genoa ma anche i grandi club europei, hanno giocatori professionisti di eSports. Questo sarà molto importante per la diffusione del settore. Gli eSports colpiscono tantissimi milioni di utenti principalmente maschi ma tra i 14 e i 30 anno e pagano per i servizi streaming e per giocare”, ha continuato.

Urge un cambiamento a livello normativo. “In Italia si svolgono su base sportiva e si gioca sulla base di Asd. Il Coni non riconosce i videogiochi come sport e siamo un po’ borderline. Dobbiamo assolutamente cambiare questo a livello normativo. Altrimenti questo potrebbe tarpare la crescita. Il Milan Games Week ha visto svolgere 10 tornei per 50mila euro di montepremi. Non sono trascurabili ma all’estero alcuni eventi mettono in palio oltre 20 milioni di dollari.
I publisher stanno facendo competizioni chiuse tra loro e di èlite e questo può restringere il campo ma far crescere i prezzi.
Come fare business? Con gli abbonamenti streaming o con le sale lan con le postazioni a pagamento per giocare. L’informatica ha un costo e a molti può convenire affittare la postazione. Poi si possono organizzare eventi in sala negli Esport bar con professionisti, show e Youtuber“.

Al convegno è intervenuto Ernesto Falanga (Empoli Football Club) che ha raccontato la sua esperienza di giocatore professionista di eSports.

Giocavo dal Pc e poi mi sono spostato sugli sparatutto in terza persona e da tre anni gioco su Fifa. Le persone che sono in questo settore non sono solo giovani ma anche adulti che quando vincono gioiscono come bambini. L’intrattenimento e il divertimento sono alla base dello spirito competitivo di questo settore. Ovviamente noi professionisti cerchiamo di viverci e per noi è differente, anche se comunque il divertimento è alla base“.

L’Esports è un settore che ha grandi potenzialità. “Noi diciamo alla politica e al regolatore: almeno fateci divertire. Gorilla, il player più forte al mondo di Fifa ha guadagnato anche 200mila euro vincendo il titolo più importante. Questo è settore che può far gola a tutti, sia ai giocatori che agli investitori, insomma. Per noi arrivate all’Empoli non è un punto d’arrivo ma una grossa responsabilità. All’estero i giocatori più forti sono addirittura seguiti dagli studi di marketing. Vogliamo crescere e continuare a divertirci“, ha concluso Falanga.

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